Street mordi e viaggi

Street food, compro un Ape e giro il mondo

L’altro ieri 29 marzo 2015 si è concluso a Roma il festival dello street food truck , un’occasione unica per strafogarsi di dolcetti fritti e hamburgers di ogni genere. Ma l’ochio da blogger non mente! Per noi appassionati di cibo e di viaggi correre a cercare un’Apetta usata su ebay  da colorare e portare in giro per il mondo è un’idea da cogliere al volo. Lo ammetto, innalzarmi ad alfiere del made in Italy e girare il mondo grazie alle ricette di mia nonna mi tenta in maniera incredibile. Chi non ha mai pensato: “apro un ristorante italiano alle maldive e divento ricco”? però poi sei inchiodato al ristorante (certo un conto è essere inchiodato alle Maldive e un conto esserlo in città) e i viaggi come li fai e così via…ma se parto con la STREET-APE non mi ferma nessuno! In più ci saranno milioni di programmi su Real time che osannano i camioncini americani di StreeStreet mordi e viaggit food, ma vuoi mettere se ci aggiungi le nostre materie prime?

Insomma lo street food fa bene! Forse non proprio al fegato, ma alla mente sicuramente. Il fatto di dover vendere mini porzioni e l’agguerrita concorrenza fa inventare ai nostri street fooders dei manicaretti unici, c’è chi rivisita la tradizione e chi si inventa cose nuovissime, dalle creps di polenta alla crema fritta per arrivare alle olive ascolane al tartufo (lo so ieri la gola ha preso il sopravvento). Sembrerebbe che questi concentrati di made in Italy ambulante riescano a  mettere in risalto i migliori aspetti della nostra tradizione, alla faccia di chi dice che i giovani italiani sono fannulloni!

Si può partire per lo street food anche solo come spettatori/degustatori. Non siamo gli unici ad aver colonizzato lo street food i nostri vicini non se la cavano affatto male. A Parigi ha aperto un chiosco di bignè, dolci o salati, fatti espressi e da gustare sul momento. Londra  invece è la capitale del Regno Unito ma anche dei cupcake, che invadono ogni angolo della città e , a proposito di “apette” da street food, l’ape dei cupcake staziona immancabilmente dentro la stazione di King’s Cross e oltretutto vende a rotta di collo. Per non parlare delle tapas madrileñe o le ciambelle al sesamo di Istanbul.

In conclusione, l’idea è buona anche se non attuabile su due piedi però è da inserire nei progetti futuri o, come minimo, nei sogni nel cassetto.

Quindi allo street food festival di Roma HO SCOPERTO CHE:

  • Lo street food è buonissimo e la versione italiana se la cava egregiamente
  • L’idea di base può sembrare una stupidaggine ma quelle sono aziende serie e ben strutturate da cui prendere esempio
  • Dover concentrare la propria bravura culinaria in porzioni da asporto rende ancora più creativi e saporiti i nostri piatti
  • Un’ape da riverniciare su ebay prima o poi la trovo
  • Se anche non trovo un’ape cercherò street food a destra e a manca
  • Male che va non moriremo di fame!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *