Roma e la sua piramide (FOTO)

I TESORI DI ROMA, LA PIRAMIDE CESTIA – Tra i monumenti singolari e curiosi che si possono ammirare a Roma, la Piramide Cestia è forse l’esempio meglio riuscito! Questo “scorcio d’Egitto” nel cuore di Roma, risale ai tempi di Ottaviano Augusto, quando la Terra dei Faraoni divenne provincia romana, scatenando in città una vera e propria mania per il gusto esotico di questa antica cultura.

Piramide dal Cimitero Acattolico

Fu così che Caio Cestio, un importante uomo politico vissuto proprio negli ultimi anni del I secolo a.C., decise di far costruire, come proprio monumento funerario, una piramide! E come imponevano le regole dell’epoca, scelse un luogo posto al di fuori della città e precisamente lungo una strada consolare, la via Ostiense, l’antico collegamento tra Roma ed il suo porto, la città di Ostia Antica.

La piramide è giunta praticamente intatta fino ai nostri giorni perché fu inglobata lungo il tracciato delle Mura Aureliane, realizzate nel III secolo d.C. Fortunatamente, in epoca più recente, scampò anche a un’altra distruzione, quella dei bombardamenti durante la II Guerra Mondiale, che demolirono per sempre un tratto adiacente delle stesse mura, quello vicino a Porta San Paolo.

Caio Cestio però non fu l’unico a voler edificare una piramide in città. Sappiamo, infatti, che ve ne dovevano essere almeno altre tre: due nell’area dove oggi sorgono le chiese gemelle di piazza del Popolo e una lungo via della Conciliazione, all’altezza della Chiesa di Santa Maria in Traspontina, distrutta nel 1499 da papa Alessandro VI Borgia, per ampliare la viabilità della strada vicina a San Pietro, in occasione dell’imminente Giubileo. La fama della Piramide Cestia fu grande già in passato, tanto che divenne una delle tappe obbligate del Grand Tour, l’importante viaggio di formazione e studio che i giovani rampolli delle famiglie europee erano soliti intraprendere tra XVII e XIX secolo. E vedere una Piramide a Roma sorprendeva davvero tutti!

La maggior parte delle informazioni di cui noi oggi disponiamo ci sono state fornite direttamente dallo stesso Caio Cestio, poiché nel suo testamento indicò non solo i particolari della costruzione, ma anche i tempi di realizzazione di 330 giorni! Un tempo breve se consideriamo la mole della struttura: è alta infatti quasi 37 metri, ha una base quadrata di circa 30 metri per lato ed è tutta interamente rivestita di blocchi di bianco travertino!

Grazie alle iscrizioni poste sulle facciate, sappiamo che il proprietario era un importante membro del collegio sacerdotale degli Epuloni, i quali avevano il compito di organizzare in città i
 banchetti sacri annuali in onore delle più importanti divinità. E per decorare un monumento così imponente, il figlio di Caio Cestio vendette i pregiati arazzi – detti attalica – di proprietà della famiglia e con il ricavato innalzò anche due statue in bronzo dorato, che posizionò all’ingresso della piramide. La vendita dei pregiati arazzi fu in realtà una scelta obbligata, perché Augusto nel 18 a.C. aveva appena promulgato una nuova legge che vietava l’ostentazione del lusso nelle tombe e per Caio Cestio diventò quindi impossibile farsi seppellire insieme ai suoi lussuosi beni.

Piramide_Iscrizione 01

Oltre alle due colossali statue, in corrispondenza dei quattro angoli della piramide, furono innalzate altrettante colonne, di cui oggi restano visibili solo due, riportate alla luce nel 1656 e subito riposizionate nella loro collocazione originaria, per volere di Papa Alessandro VII Chigi. Tutto intorno vi era poi un recinto costruito con blocchi di tufo che delimitava l’area in cui si praticavano le funzioni e le celebrazioni in onore del defunto. Tutto infatti avveniva all’esterno, visto che la piccola camera sepolcrale interna, dopo i funerali di Caio Cestio, fu murata e mai più utilizzata. Un piccolo vano rispetto alla mole imponente della Piramide, ma dalle pareti interamente e delicatamente affrescate con figure femminili alternate a vasi lustrali e gioiose Vittorie alate sulla volta. Ciò che invece resta ancora oggi completamente avvolto nel mistero, è se Caio Cestio decise di farsi cremare o inumare: non sono stati infatti rinvenuti né sarcofagi né urne cinerarie, né vi è alcuna menzione all’interno del suo testamento.

Piramide_interno 03

Il breve corridoio che oggi consente di raggiungere la camera sepolcrale fu aperto da Papa Alessandro VII, che non fu però il primo e l’unico a voler entrare all’interno della piramide: nei muri e nella volta infatti è possibile distinguere chiaramente gli scavi effettuati dai vari “tombaroli” che durante il corso dei secoli hanno più volte cercato di intrufolarsi all’interno in cerca di tesori. E che smacco deve essere stato il non trovarvi nulla!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale

Orario: 

II e IV sabato e domenica del mese per i singoli alle ore 11.00, per i gruppi alle ore 10.00 e 12.00.

E’ possibile visitare il monumento solo con visita didattica o accompagnata (info e prenotazioni Coopculture 06 39967700).

A partire dal mese di marzo 2016 sono previste visite guidate su prenotazione alla Piramide di Caio Cestio anche III sabato e domenica del mese.

Si segnala, inoltre, che il I sabato e domenica di ogni mese, alle ore 10.30, è consentito, dopo la visita al Museo della Via Ostiense, l’accesso alla Piramide. E’ indispensabile la prenotazione al n. 06.5743193 (Museo della Via Ostiense) che darà informazioni ulteriori

Biglietti:

Prenotazione ingresso obbligatoria: Coopculture 06.39967700, singoli euro 1.50, gruppi euro 30.00.

Prenotazioni:

Informazioni e prenotazioni 06 39967700 (Coopculture).

Per l’accesso del I sabato e domenica del mese tel. 06.5743193 (Museo della Via Ostiense)

Accessibilità

Una rampa in tufo permette l’accesso alla Piramide, recentemente restaurata.
Sono presenti idonei servizi igienici.

Info 06 5743197

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *